Un seminario sul Benessere Psicofisico – Psicoterapeuta Bovisio Masciago

 

Foto Seminario Benessere Psicofisico Bellone

 

Le emozioni di base: gioia, paura, rabbia e tristezza ci segnalano cosa succede dentro di noi e servono al corpo per prepararsi ad affrontare le situazioni quotidiane.

Non ci sono emozioni negative in sé, ognuna ha la sua funzione fisiologica, tuttavia quando le emozioni diventano eccessive si bloccano nel corpo limitando la nostra vita.

Durante il seminario con la collaborazione di Patrizia Fort operatrice Shiatsu e olistica andremo alla scoperta delle nostre emozioni, leggendole anche attraverso l’interpretazione delle Antiche Tradizioni Orientali, per ritrovare, attraverso la parola e il lavoro con il corpo, il benessere psicofisico.

Sabato 4 novembre dalle 10 alle 13  a Bovisio Masciago in Via Cadorna, 22 – costo: 40€

Per info e iscrizioni contattare Emanuela Bellone 392 9785583 – info@emanuelabellone.com

Cos’è l’ansia e come possiamo gestirla? Psicoterapeuta Milano Bovisio Masciago

ansia sito

L’ansia è una risposta di allerta rispetto a situazioni percepite come pericolose e/o stressanti. Se guardiamo sia all’esperienza soggettiva di chi la prova, sia  alle sue manifestazioni somatiche, appartiene all’ambito della paura e si manifesta di fronte a eventi reali (ad es. un same, un importante incontro di lavoro, il ritardo di un figlio nel ritornare a casa) e a eventi immaginati o anticipati mentalmente (ad es. pensare a ciò che potrebbe succedere in un viaggio ancora da fare).

Fino a un certo livello di intensità, l’ansia è funzionale e serve a segnalare un pericolo e a fornire le energie necessarie per la reazione. L’ansia mette in moto specifiche risposte fisiologiche che spingono ad esplorare, identificare il pericolo ed affrontarlo nella maniera più adeguata. L’ansia costituisce una fonte di energia e ci consente di impegnarci nei compiti che svolgiamo quotidianamente  (ad esempio studiamo per un esame spinti dall’ansia di raggiungere l’obiettivo che desideriamo).

L’ansia diventa disfunzionale quando il pensare agli scenari futuri e l’ipotizzare le conseguenze diventa un rimuginio costante che  toglie tempo al resto, non si riesce a liberarsene fino al punto di preoccuparsi per il fatto stesso di essere persone che rimuginano. In questi casi l’ansia diventa sproporzionata o una preoccupazione poco realistica perdendo la funzione di elemento di crescita e maturazione. Ignorare l’ansia, come se fosse una nemica, non permette di vedere quali sono le paure e i bisogni che hanno bisogno di una risposta. E’importante iniziare a distinguere l’ansia (generalizzata) dalla paura (specifica). Qual’è l’oggetto dell’ ansia? Di che cosa la persona ha paura? Ascoltare cos’ha da dire l’ansia significa distinguere le componenti irrealistiche da quelle realistiche/funzionali dell’ansia in modo da neutralizzare i pensieri negativi e focalizzarsi sulla gestione di eventuali elementi di pericolo presenti nel “qui ed ora”.

Quando una persona è in ansia assomiglia ad un bambino solo, spaventato ed agitato è importante quindi ascoltare di che cosa ha bisogno questa parte impaurita e persa. Gestire l’ansia significa accedere alle nostre capacità “materne” di rassicurazione, vicinanza, fiducia e comprensione.