Rapporto con la natura che c’è dentro e fuori di noi

Rapporto con la natura una poesia per riflettereSpesso non ci prendiamo il tempo di pensare al rapporto con la natura. Con la nostra natura interiore, il nostro modo personale di essere e la natura che ci circonda. Così mi soffermo su questa poesia, scritta durante la peste, che ci fa riflettere anche sul periodo di emergenza del coronavirus che stiamo vivendo.

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Essere se stessi – Psicoterapeuta Milano

La libertà di essere se stessi – Chi ci permettiamo o non permettiamo di essere?

Vi è già capitato di essere attratti da alcune persone e meno da altre?

Forse avete provato anche fastidio per qualcuno pensando “quanto non mi piace quel suo modo di fare!”.
Per scoprire quanto sia possibile essere se stessi e accettare gli altri, cosi come sono, vi invito a chiedervi:

• cosa non vi piace di questa persona?
• quali aspetti più vi infastidiscono: il modo in cui parla, il tono di voce, come si veste, il lavoro o la vita che fa?
• questa persona vi assomiglia in qualcosa? il suo comportamento vi ricorda un vostro difetto?
• Il modo di fare di questa persona come verrebbe considerato dall’ambiente in cui siete cresciuti?

Fin dalla nascita ci confrontiamo con un mondo esterno che inevitabilmente ci influenza. Alcune nostre azioni vengono gratificate apprezzate e altre punite o criticate.

Automaticamente iniziamo a mostrare più spesso alcuni aspetti di noi stessi e meno altri perchè poco accettati dall’ambiente esterno. Tutto ciò influenza lo sviluppo della nostra identità.

Pensiamo ad un bambino. E’ ovvio che pur di sentirsi amato o importante per i suoi genitori troverà un modo per fare il bravo e adattarsi alle richieste dei più grandi.
L’essere umano non può vivere e crescere nell’assenza dell’altro. Pur di ricevere approvazione le persone nascondono alcune parti di se che finiscono per essere relegate nel cassetto degli orrori e rimosse nell’inconscio.

Secondo voi cosa può succedere quando notiamo una di queste caratteristiche nel modo di fare di un’altra persona?

Sentiremo la puzza tipica di quei cassetti che rimangono chiusi per anni e proveremo incredulità, repulsione o disgusto. Comè possibile che qualcuno indossa, con tanta naturalezza e magari orgoglio, tutto ciò che abbiamo decisio di nascondere nel cassetto?

Alcune famiglie ad esempio non vedono di buon occhio parlare a voce alta. Privilegiano un comportamento composto e controllato. Benchè possa essere frustrante un bambino con il tempo impara (deve imparare) a misurare le parole, i movimenti e le emozioni fino a diventare un adulto controllato e con un tono di voce pacato. A poco a poco inizierà anche a stupirsi e chiedersi come tante persone possano essere istintive e chiassose. E’ un adulto che si è dimenticato cosa significa essere un bambino spontaneo e fragoroso. Per tenere lontani da se questi aspetti, non apprezzati dalla famiglia, ha iniziato a giudicarli negativamente. Ha dimenticato anche la sensazione piacevole che si può provare quando si da spazio alla voce e alla spontaneità (anche perché ricordarlo, in un contesto in cui non è permesso, sarebbe stato troppo doloroso ). E’ per questo che di fronte alle persone spontanee o esuberanti proverà irritazione. Proverà per loro quello che ha ricevuto dai genitori o dal suo ambiente di riferimento: fastidio, disapprovazione o punizioni.

Ecco perché vi invito ad avvicinarvi ad una persona che per qualche motivo vi sta antipatica.
Forse porta con se proprio qualche aspetto, ad esempio poter essere chiassosi e spontanei, che avete perso per strada. Oppure il comportamento altrui vi ricorda un vostro difetto che proprio non sopportate e che potete iniziare a guardare con un pò più di comprensione e benevolenza.

Coronavirus: Riflessioni per coltivare la fiducia

8 Marzo 2020 – Il Coronavirus e le nostre vite – Il Nuovo decreto per la chiusura della Lombardia

In questi giorni così precari e così unici ho pensato di scrivere i miei pensieri sul panico di questi giorni, sull’imprevedibilità della vita e sulla vulnerabilità dell’essere umano.
La paura è una risposta emotiva che ci permette di individuare e far fronte ad una situazione minacciosa. Ma quando una minaccia è indefinita, invisibile e non localizzabile subentra l’angoscia e il panico.
Il coronavirus è diventato un nemico invisibile dal quale non si sa come difendersi. Siamo in preda al timore del contagio tanto da rischiare la fuga e l’isolamento sociale. Per sentirsi più potenti si cerca un colpevole e un nemico più visibile e definito del coronavirus: l’Italia untrice, il lombardo dal quale restare lontano, il collega influenzato che evitiamo di chiamare anche al cellulare perché è meglio stare lontani!
Individuare un nemico definito permette di sentirsi più potenti e di canalizzare il panico cosi da non sentirsi così inermi. Come esseri umani, di fronte all’angoscia, attiviamo qualsiasi meccanismo di difesa pur di alleviare il nostro malessere.
Ogni cittadino oggi viene visto come possibile fonte di contagio e come persona da tenere lontana. E’ vero il contatto ravvicinato può portare al contagio ma ricordiamoci di guardare con solidarietà e rispetto il nostro vicino e il nostro paese con tutte le sue regioni gialle, rosse e di qualunque colore esse siano.
Non trasformiamoci in persecutori alla ricerca di un nemico da attaccare e non consideriamoci onnipotenti come se questo virus non potesse toccarci! Il coronavirus ci ricorda una verità assoluta: ogni essere umano è vulnerabile di fronte alla malattia e alla morte.
Questo non significa passare le nostre giornate in preda al panico del contagio e della morte. Vivere ogni giorno con la paura di ammalarsi e di morire significa non vivere.
Laviamoci le mani, è un gesto di cura verso noi stessi e gli altri, ricordiamoci di respirare pienamente e continuiamo a starnutire quando ne sentiamo il bisogno ma facciamolo nel rispetto dell’altro. Utilizziamo l’arrivo del coronavirus per ritrovare alcune buone abitudini e ricordarci di tenere i piedi ben piantati per terra e di coltivare la fiducia.
Sono giorni in cui ci viene chiesto di stare fermi all’interno di certi confini.
Usiamo questo tempo per muoverci dentro noi stessi e ritrovare i valori e il senso più profondo della vita. Ascoltiamo il telegiornale, per tenerci informati, ma dedichiamoci anche ad una lettura che apre le nostre menti e il nostro cuore.
Ci viene chiesto di limitare gli spostamenti ma questo non significa rinunciare ai contatti umani e al movimento. Approfittatene per chiamare un amico che non sentite da tempo, camminate, ballate, muovete il vostro corpo ogni volta che ne sentite il bisogno.
Fate lentamente tutto ciò che solitamente non avete il tempo di fare e assaporate ogni piccolo movimento. Non lasciate che la paura vi faccia smettere di vivere e non guardate l’altro come il vostro nemico!
Vi invito a guardare dentro di voi e a cercare qualcosa, di bello o di brutto, che fino ad ora avete lasciato in ombra così da prendervene cura. Stare fermi può portare ad un contatto più profondo con se stessi e ciò a volte fa paura. Ma vi assicuro che è un’occasione e un incontro unico..
Sono giorni in cui possiamo riscoprire nuovi modi per stare in contatto con noi stessi e con gli altri.
Pensate alle vostre passioni, a ciò che vi piace fare e trovate il modo per dargli spazio. Non sono i confini della zona rossa a limitarci ma le limitazioni che ci infliggiamo da soli.

Violenza sulle donne: come uscire da una relazione violenta

Quando si parla di violenza sulle donne?

In generale possiamo distinguere due tipi di violenza sulle donne: quella fisica e quella psicologica.

La prima consiste in minacce verbali e maltrattamenti fisici.

La violenza psicologica è più difficile da riconoscere in quanto non lascia segni tangibili, pur ferendo profondamente la donna. Quest’ultima viene limitata nella sua libertà, umiliata e non rispettata.

Cosa succede quando il partner diventa violento? Perché le donne non denunciano?

La natura umana tende ad allontanarsi dalla fonte di dolore, tuttavia molte donne che vivono una relazione violenta fanno fatica a distaccarsene. Subentra il terrore che qualsiasi azione possa avere delle ripercussioni ancora peggiori delle violenze subite. Spesso gli episodi violenti sono ad intermittenza e ciò porta la donna a pensare, nei periodi di calma, che “tutto si sistemerà”  sperando che il partner finalmente cambierà.

Le vittime di violenza non riescono a prospettarsi degli scenari alternativi per questo rimangono legate a chi cerca in ogni occasione di dominarle e annientarle.

Come si può uscire da una relazione violenta?

Gli uomini violenti spesso sono molto possessivi e tendono quindi a limitare la libertà e l’autonomia delle compagne allontanandole da amici e familiari. Il primo passo è quindi uscire dall’isolamento e capire che esistono delle soluzioni per liberarsi di una relazione violenta.

Un percorso di supporto psicologico aiuta a riconoscere che la violenza è un crimine. Si aiuta la donna a smettere di giustificare il partner riconoscendo che il rispetto non è un privilegio ma un diritto. Inoltre lavorando sul recupero dell’autostima si liberano nuove energie utili a ritrovare se stesse e la propria libertà.

In occasione della giornata nazionale contro la violenza sulle donne lo Studio di Psicoterapia apre le porte a tutte le donne che vogliono prenderi cura di sè.

 

 

Comunicare efficacemente

Comunicare efficacemente Psicoterapia

Comunicare efficacemente per migliorare la relazione

Come possiamo comunicare efficacemente?

Quante volte vi siete sentiti insoddisfatti della comunicazione con il vostro interlocutore?  

A volte le persone non si sentono capite. Pur volendo essere amichevoli e collaborativi subentra qualche attrito e incomprensione nella conversazione.

Spesso non ci si sente ascoltati, come se il messaggio non arrivasse a destinazione. Altre volte invece le persone non comunicano ciò che vogliono. Non si esprimono le propriee idee e richieste per timore di un rifiuto.

Comunicare efficacemente significa promuovere il nostro benessere e quello delle persone con cui interagiamo.

Per chi vuole approfondire il tema ogni anno propongo un Workshop “Comunicazione e Benessere relazionale” in cui si ha l’opportunità di conoscere meglio il proprio modo di comunicare.

Durante il Workshop, tramite un approccio teorico e pratico, si riflette su come migliorare la comunicazione e i rapporti interpersonali. L’obiettivo è  sperimentare nuove modalità comunicative e favorire una migliore relazione con gli altri.

Seminario sulla gestione del tempo – Psicoterapeuta Milano e Bovisio Masciago

 

gestione_tempo

Schiavo del tempo e sempre di corsa? Prenditi  una pausa per una migliore gestione del tempo

Sempre più spesso le persone hanno la sensazione di “non avere abbastanza tempo” per dedicarsi ai propri progetti o di “perdere il proprio tempo” .

Quante volte avete sentito dire “non mi basterebbe una giornata di 48h per fare tutto ciò che ho da fare..”?

Spesso viviamo in un susseguirsi di urgenze a cui far fronte e, sotto la pressione del tempo, tralasciamo tutte quelle cose che sono davvero importanti per il nostro benessere.

Tante volte ci ritroviamo a “correre da soli” per fare tutto ciò che c’è da fare senza pesare sugli altri . Altre volte quando finalmente ci prendiamo un po’ di tempo per noi, lontani dal lavoro, dagli impegni familiari etc finiamo per sentirci in colpa perché stiamo privando qualcuno della nostra presenza o siamo preoccupati per il lavoro o qualcos’altro lasciato in sospeso.

Avere tempo significa non dedicare il tempo ad un’unica cosa (lavoro, studio, famiglia, fidanzato etc) perché poi non rimane tempo per altro. A volte è necessario fermarsi e ascoltare di che cosa abbiamo veramente bisogno per ricordarci cosa vogliamo fare del nostro tempo.

Se anche tu sei un pò “schiavo del tempo” prenditi una pausa, durante il nostro incontro scopriremo come occupare al meglio il nostro tempo.

“Coloro che fanno il peggior uso del loro tempo sono i primi a lamentarsi della sua brevità”

I seminari si svolgono ogni primo lunedì del mese dalle 18.30 alle 20.30 o in alternativa ogni primo sabato del mese dalle 10.00 alle 12.00 e sono a numero chiuso (massimo 10 partecipanti).

 

Sede Incontri: Milano Via Stradivari 6 – Bovisio Masciago Corso Italia 70

 

Seminario per una migliore gestione del tempo – Psicologa Milano Cesano Maderno

Schiavo del tempo e sempre di corsa? Prenditi  una pausa per una migliore gestione del tempo

gestione_tempo

Sempre più spesso le persone hanno la sensazione di “non avere abbastanza tempo” per dedicarsi ai propri progetti o di “perdere il proprio tempo” . Quante volte avete sentito dire “non mi basterebbe una giornata di 48h per fare tutto ciò che ho da fare..”? Spesso viviamo in un susseguirsi di urgenze a cui far fronte e, sotto la pressione del tempo, tralasciamo tutte quelle cose che sono davvero importanti per il nostro benessere. Tante volte ci ritroviamo a “correre da soli” per fare tutto ciò che c’è da fare senza pesare sugli altri . Altre volte quando finalmente ci prendiamo un po’ di tempo per noi, lontani dal lavoro, dagli impegni familiari etc finiamo per sentirci in colpa perché stiamo privando qualcuno della nostra presenza o siamo preoccupati per il lavoro o qualcos’altro lasciato in sospeso. Avere tempo significa non dedicare il tempo ad un’unica cosa (lavoro, studio, famiglia, fidanzato etc) perché poi non rimane tempo per altro. A volte è necessario fermarsi e ascoltare di che cosa abbiamo veramente bisogno per ricordarci cosa vogliamo fare del nostro tempo. Se anche tu sei un pò “schiavo del tempo” prenditi una pausa, durante il nostro incontro scopriremo come occupare al meglio il nostro tempo.

“Coloro che fanno il peggior uso del loro tempo sono i primi a lamentarsi della sua brevità”

I seminari si svolgono ogni primo sabato del mese dalle 15.00 alle 17.00 e sono a numero chiuso (massimo 10 partecipanti). E’ necessario prenotarsi chiamando al 392 9785583 o tramite il modulo contatti

Sede Incontri: Milano Corso di Porta Romana 87/A – Seregno Via Wagner 169

Psicologa Milano e Seregno: Un seminario per riprendersi il potere della propria vita

Un seminario per riprendersi il potere della propria vita – Milano e  Seregno

  self empowerement

Può accadere nella vita, sul lavoro, nelle relazioni… di sentirsi impotenti o vittime, o, più semplicemente, di non vedere alternative e sentirsi chiusi in un angolo. Tuttavia spesso le possibilità che abbiamo non sono definite dalla realtà “oggettiva”, ma dalle nostre percezioni, dalle possibilità che sentiamo di poter attivare o che pensiamo di meritare. A volte perdiamo fiducia in noi stessi e la speranza nel futuro, in queste occasioni è importante recuperare il nostro “potere interno” e le risorse disponibili per vivere in modo positivo e costruttivo gli eventi della vita e le difficoltà quotidiane. Un aumento del “potere interno” porta con sé un aumento del “potere verso l’esterno”, poiché sostiene la persona nel credere in se stessa, nel mettersi in gioco e nel cogliere nel “qui ed ora” le opportunità e le risorse disponibili anche quando queste sembrano un lontano miraggio. Durante il nostro incontro stimoleremo il nostro “potere interno” per sviluppare una maggiore fiducia in se stessi e nel futuro.

I seminari si svolgono ogni primo venerdì del mese dalle 18.00 alle 20.00 o in alternativa ogni primo sabato del mese dalle 15.00 alle 17.00 e sono a numero chiuso (massimo 10 partecipanti). E’ necessario prenotarsi chiamando al 392 9785583 o scrivendo tramite il modulo contatti.

 

Un seminario per migliorare la relazione con se stessi e con gli altri – Psicologa Milano

Seminario “Riconoscersi: come stare bene con se stessi e con gli altri!”

 BENESSERE

Un seminario per imparare a dare e ricevere riconoscimenti e favorire la relazione con se stessi e con gli altri!

Quando due persone si incontrano, cercano di stabilire delle relazioni e di comunicare, essenzialmente per ottenere dei segni di riconoscimento, chiamati in Analisi Transazionale “Strokes” (Carezze; Riconoscimenti). La “sete” di riconoscimenti è così importante che è stato provato che un individuo preferisce ricevere dagli altri riconoscimenti negativi, piuttosto che non riceverne. A chi non è mai capitato di pensare mi andrebbe bene un si, un no, qualsiasi cosa ma che ci sia almeno un segno, una risposta.. Durante il seminario andremo alla scoperta del nostro “Profilo di Carezze” (quante carezze e riconoscimenti diamo, riceviamo, rifiutiamo etc). Impareremo nuovi modi per riempire il nostro serbatoio di Carezze e stare meglio con noi stessi e con gli altri.

Questo incontro, organizzato durante il MIP Maggio di informazione psicologica, è pensato per te: Prenditi un momento per la relazione conte stesso e con gli altri e fai il pieno di riconoscimenti!

Venerdì 9 maggio dalle 18.00 alle 20.00 a Milano presso lo Studio della Dott.ssa Emanuela Bellone in corso di Porta Romana 87/A (metro crocetta)

Sabato 10 maggio dalle 16.00 alle 18.00 a Milano presso la Biblioteca Oglio in Via Oglio 18