Coronavirus: Riflessioni per coltivare la fiducia

8 Marzo 2020 – Il Coronavirus e le nostre vite – Il Nuovo decreto per la chiusura della Lombardia

In questi giorni così precari e così unici ho pensato di scrivere i miei pensieri sul panico di questi giorni, sull’imprevedibilità della vita e sulla vulnerabilità dell’essere umano.
La paura è una risposta emotiva che ci permette di individuare e far fronte ad una situazione minacciosa. Ma quando una minaccia è indefinita, invisibile e non localizzabile subentra l’angoscia e il panico.
Il coronavirus è diventato un nemico invisibile dal quale non si sa come difendersi. Siamo in preda al timore del contagio tanto da rischiare la fuga e l’isolamento sociale. Per sentirsi più potenti si cerca un colpevole e un nemico più visibile e definito del coronavirus: l’Italia untrice, il lombardo dal quale restare lontano, il collega influenzato che evitiamo di chiamare anche al cellulare perché è meglio stare lontani!
Individuare un nemico definito permette di sentirsi più potenti e di canalizzare il panico cosi da non sentirsi così inermi. Come esseri umani, di fronte all’angoscia, attiviamo qualsiasi meccanismo di difesa pur di alleviare il nostro malessere.
Ogni cittadino oggi viene visto come possibile fonte di contagio e come persona da tenere lontana. E’ vero il contatto ravvicinato può portare al contagio ma ricordiamoci di guardare con solidarietà e rispetto il nostro vicino e il nostro paese con tutte le sue regioni gialle, rosse e di qualunque colore esse siano.
Non trasformiamoci in persecutori alla ricerca di un nemico da attaccare e non consideriamoci onnipotenti come se questo virus non potesse toccarci! Il coronavirus ci ricorda una verità assoluta: ogni essere umano è vulnerabile di fronte alla malattia e alla morte.
Questo non significa passare le nostre giornate in preda al panico del contagio e della morte. Vivere ogni giorno con la paura di ammalarsi e di morire significa non vivere.
Laviamoci le mani, è un gesto di cura verso noi stessi e gli altri, ricordiamoci di respirare pienamente e continuiamo a starnutire quando ne sentiamo il bisogno ma facciamolo nel rispetto dell’altro. Utilizziamo l’arrivo del coronavirus per ritrovare alcune buone abitudini e ricordarci di tenere i piedi ben piantati per terra e di coltivare la fiducia.
Sono giorni in cui ci viene chiesto di stare fermi all’interno di certi confini.
Usiamo questo tempo per muoverci dentro noi stessi e ritrovare i valori e il senso più profondo della vita. Ascoltiamo il telegiornale, per tenerci informati, ma dedichiamoci anche ad una lettura che apre le nostre menti e il nostro cuore.
Ci viene chiesto di limitare gli spostamenti ma questo non significa rinunciare ai contatti umani e al movimento. Approfittatene per chiamare un amico che non sentite da tempo, camminate, ballate, muovete il vostro corpo ogni volta che ne sentite il bisogno.
Fate lentamente tutto ciò che solitamente non avete il tempo di fare e assaporate ogni piccolo movimento. Non lasciate che la paura vi faccia smettere di vivere e non guardate l’altro come il vostro nemico!
Vi invito a guardare dentro di voi e a cercare qualcosa, di bello o di brutto, che fino ad ora avete lasciato in ombra così da prendervene cura. Stare fermi può portare ad un contatto più profondo con se stessi e ciò a volte fa paura. Ma vi assicuro che è un’occasione e un incontro unico..
Sono giorni in cui possiamo riscoprire nuovi modi per stare in contatto con noi stessi e con gli altri.
Pensate alle vostre passioni, a ciò che vi piace fare e trovate il modo per dargli spazio. Non sono i confini della zona rossa a limitarci ma le limitazioni che ci infliggiamo da soli.

Cos’è l’ansia e come gestirla

L’ansia è una risposta di allerta rispetto a situazioni percepite come pericolose e/o stressanti.

Se guardiamo sia all’esperienza soggettiva di chi la prova, sia  alle sue manifestazioni somatiche, appartiene all’ambito della paura. Si manifesta di fronte a:

  • eventi reali: ad es. un esame, un importante incontro di lavoro, il ritardo di un figlio nel ritornare a casa
  •  eventi immaginati o anticipati mentalmente: ad es. pensare a ciò che potrebbe succedere in un viaggio ancora da fare

Fino a un certo livello di intensità è funzionale:

  • serve a segnalare un pericolo e a fornire le energie necessarie per la reazione
  • mette in moto specifiche risposte fisiologiche che spingono ad esplorare, identificare il pericolo ed affrontarlo nella maniera più adeguata.
  • costituisce una fonte di energia e ci consente di impegnarci nei compiti che svolgiamo quotidianamente. Ad esempio studiamo per un esame spinti dall’ansia di raggiungere l’obiettivo che desideriamo.

Ansia Psicoterapia Milano Cesano Maderno

Diventa disfunzionale quando il pensare agli scenari futuri e l’ipotizzare le conseguenze diventa un rimuginio costante che  toglie tempo al resto. Non si riesce a liberarsene fino al punto di preoccuparsi per il fatto stesso di essere persone che rimuginano. In questi casi diventa sproporzionata o una preoccupazione poco realistica perdendo la funzione di elemento di crescita e maturazione.

Ignorare l’ansia, come se fosse una nemica, non permette di vedere quali sono le paure e i bisogni che hanno bisogno di una risposta.

E’ importante iniziare a distinguere l’ansia (generalizzata) dalla paura (specifica).

Di che cosa la persona ha paura?

Quando una persona è in ansia assomiglia ad un bambino solo, spaventato ed agitato è importante quindi ascoltare di che cosa ha bisogno questa parte impaurita e persa. Imparare a gestirla significa accedere alle nostre capacità « materne » di rassicurazione, vicinanza, fiducia e comprensione. 

Ascoltare cos’ha da dire l’ansia significa distinguere le componenti irrealistiche da quelle realistiche/funzionali in modo da neutralizzare i pensieri negativi e focalizzarsi sulla gestione di eventuali elementi di pericolo presenti nel “qui ed ora”.

Per ulteriori approfondimenti leggi questa pagina

 

Seminario per una migliore gestione del tempo – Psicologa Milano Cesano Maderno

Schiavo del tempo e sempre di corsa? Prenditi  una pausa per una migliore gestione del tempo

gestione_tempo

Sempre più spesso le persone hanno la sensazione di “non avere abbastanza tempo” per dedicarsi ai propri progetti o di “perdere il proprio tempo” . Quante volte avete sentito dire “non mi basterebbe una giornata di 48h per fare tutto ciò che ho da fare..”? Spesso viviamo in un susseguirsi di urgenze a cui far fronte e, sotto la pressione del tempo, tralasciamo tutte quelle cose che sono davvero importanti per il nostro benessere. Tante volte ci ritroviamo a “correre da soli” per fare tutto ciò che c’è da fare senza pesare sugli altri . Altre volte quando finalmente ci prendiamo un po’ di tempo per noi, lontani dal lavoro, dagli impegni familiari etc finiamo per sentirci in colpa perché stiamo privando qualcuno della nostra presenza o siamo preoccupati per il lavoro o qualcos’altro lasciato in sospeso. Avere tempo significa non dedicare il tempo ad un’unica cosa (lavoro, studio, famiglia, fidanzato etc) perché poi non rimane tempo per altro. A volte è necessario fermarsi e ascoltare di che cosa abbiamo veramente bisogno per ricordarci cosa vogliamo fare del nostro tempo. Se anche tu sei un pò “schiavo del tempo” prenditi una pausa, durante il nostro incontro scopriremo come occupare al meglio il nostro tempo.

“Coloro che fanno il peggior uso del loro tempo sono i primi a lamentarsi della sua brevità”

I seminari si svolgono ogni primo sabato del mese dalle 15.00 alle 17.00 e sono a numero chiuso (massimo 10 partecipanti). E’ necessario prenotarsi chiamando al 392 9785583 o tramite il modulo contatti

Sede Incontri: Milano Corso di Porta Romana 87/A – Seregno Via Wagner 169

Un Seminario per gestire l’Ansia – Psicologa Milano

 “L’ansia: una nemica o una grande risorsa?”

Un seminario per riconoscere le componenti funzionali e distruttive dell’ansia e riappropriarsi delle proprie risorse.

 

Almeno una volta nella propria vita c’è chi si è sentito, in maniera più o meno forte, in preda all’ansia. Quest’ultima si manifesta sotto forma di apprensione, preoccupazione ed insicurezza ed è accompagnata da aumento del ritmo cardiaco, sudorazione, pallore, tremori e nei casi più estremi reazioni di fuga, sensazione di fiato corto etc. In realtà l’ansia, di per sé, è un fenomeno del tutto normale in quanto prepara ed attiva l’organismo in situazioni che potrebbero essere pericolose. Diviene invece non funzionale quando tale stato di allarme è troppo elevato, costante e limitante.

Durante il nostro incontro inizieremo a riconoscere le componenti funzionali dell’ansia da quelle distruttive e impareremo ad ascoltare e gestire le nostre ansie e paure. Queste appartengono al pacchetto di risorse di cui la natura ci ha fornito e vivere l’ansia come un’amica è possibile!

Venerdì 23 maggio dalle 17.00 alle 19.00 presso la Biblioteca Oglio in Via Oglio 18

Questo incontro, organizzato durante il MIP Maggio di informazione psicologica, sarà condotto dalla Dott.ssa Emanuela Bellone Psicologa e Psicoterapeuta Analitico Transazionale.

La Dott.ssa Emanuela Bellone, Psicologa e Psicoterapeuta Analitico Transazionale, svolge la sua professione a Milano, Seregno e Cesano Maderno occupandosi di problematiche d’ansia, attacchi di panico e fobie.